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Microestrazione in fase solida (SPME)

La microestrazione in fase solida (SPME) è una tecnologia innovativa e sensibile per la preparazione dei campioni senza l’uso di solventi. Basata sul principio di adsorbimento/assorbimento e desorbimento, la SPME utilizza una fibra rivestita per concentrare i composti volatili e semivolatili presenti in un campione.



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Cromatografia analitica
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Microestrazione in fase solida (SPME)
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La tecnica SPME è ampiamente utilizzata per una vasta gamma di applicazioni che riguardano campioni ambientali, biologici e farmaceutici, alimenti e bevande, aromi e fragranze, medicina legale e tossicologia, nonché test sui prodotti. Tra gli impieghi tipici figurano:

  • Analisi ambientali di campioni di acqua e aria
  • Analisi dello spazio di testa per individuare tracce di impurità nei polimeri e nei campioni solidi
  • Analisi degli odori con sensibilità dell’ordine di parti per trilione
  • Analisi degli aromi nei prodotti alimentari
  • Analisi forensi di campioni relativi a incendi dolosi ed esplosivi
  • Analisi tossicologiche dell’alcol nel sangue o delle sostanze stupefacenti nelle urine e nel siero

Come funziona la SPME?

L'SPME utilizza una fibra rivestita con una fase di estrazione: un liquido (polimero), un solido (sorbente) o una combinazione di entrambi. La fibra rivestita è alloggiata in un ago protettivo e fissata a un supporto simile a una siringa.

Quando la fibra viene a contatto con un campione, gli analiti presenti nel campione passano dalla matrice del campione alla fase stazionaria fino al raggiungimento dell’equilibrio. Il rivestimento della fibra estrae i composti dal campione tramite assorbimento (rivestimenti liquidi) o adsorbimento (rivestimenti solidi). Dopo un tempo di estrazione prestabilito, la fibra viene rimossa e inserita direttamente in uno strumento cromatografico, solitamente un gascromatografo (GC) o un HPLC, per il desorbimento e l’analisi. Il desorbimento degli analiti nel GC avviene termicamente, mentre l’HPLC utilizza un solvente per il desorbimento in fase liquida.

Vantaggi della SPME

L’SPME combina il campionamento, l’isolamento e l’arricchimento degli analiti in un’unica, semplice fase. Controllando la polarità e lo spessore del rivestimento della fibra, mantenendo un tempo di campionamento costante e controllando diversi altri parametri di estrazione, l’SPME consente all’analista di garantire risultati altamente coerenti e quantificabili dai campioni, anche quando gli analiti sono presenti a basse concentrazioni.

Altri vantaggi della SPME includono:

  • Assenza di solventi
  • Facile da automatizzare
  • Non distruttivo per i campioni
  • Applicabile a quasi tutti i campioni o matrici
  • Le fibre utilizzate sono riutilizzabili ed economiche
  • Le dimensioni ridotte delle fibre le rendono adatte al lavoro sul campo
  • Compatibile con strumentazione GC o HPLC

Fibre SPME per l’analisi GC

La tecnica SPME convenzionale viene utilizzata per estrarre e concentrare gli analiti ai fini dell’analisi GC. L’estrazione viene effettuata tramite immersione diretta (DI-SPME), in cui la fibra viene immersa direttamente nel campione liquido, oppure tramite SPME in headspace (HS-SPME), in cui la fibra viene esposta alla fase vapore sopra il campione.

Supel™ BioSPME per l’analisi LC-MS

Supel™ BioSPME è una tecnica bioanalitica di microcampionamento e preparazione dei campioni utilizzata per estrarre in modo rapido e selettivo un’ampia gamma di analiti da campioni biologici, respingendo al contempo le macromolecole indesiderate (ad es. lipidi, proteine). L’analisi successiva viene solitamente eseguita mediante LC-MS. Supel™ BioSPME opera tramite estrazione diretta, senza alcun pretrattamento del campione, e garantisce un’estrazione non esaustiva basata sull’equilibrio.

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